Pronti per lo SWITCH OFF del 2022?

ASwitch Off 2022: da tempo ormai si sa che da luglio del 2022 verrà abbandonato l’attuale sistema di trasmissione del digitale terrestre e si passerà al DVB-T2.

Questo perché alcune frequenze occupate attualmente dalla Tv (più precisamente quelle in banda 700 MHz) saranno passate ai gestori di telecomunicazioni.

In realtà, una cosa non implica necessariamente l’altra, tuttavia l’occasione è ghiotta per passare da un sistema di trasmissione Tv un po’ datato a uno più moderno ed efficiente, ovvero dall’attuale DVB-T MPEG-2 al DVB-T2 HEVC.

Addio 2020, si passa all’MPEG4 nell’autunno del 2021

Detto del metodo per lo meno improprio, veniamo al merito: al MiSE hanno già deciso che non ci sarà il previsto switch-off all’MPEG4 a gennaio 2020 e neppure a maggio dello stesso anno. Tutto rimandato di oltre un anno: il passaggio da MPEG2 a MPEG4 AVC sarà nell’autunno 2021, rimanendo sempre in tecnica di trasmissione DVB-T. Esce poi dal cannocchiale un eventuale passaggio a DVB-T2 HEVC entro giugno 2022, che sarebbe ovviamente ingestibile in così poco tempo: se ne parlerà più avanti.

Una decisione di questo tipo sembra accogliere le conclusioni dello studio della Fondazione Ugo Bordoni che, guarda caso, fissava proprio a ottobre 2021 l’azzeramento (del tutto teorico) del parco installato non MPEG4. Un conferma delle nostre impressioni: lo studio FUB sembrava essere stato scritto più per dare delle fondamenta para-scientifiche a una decisione politica già presa che per vere esigenze di approfondire lo stato dell’arte.

Ci sarà da capire come gestire lo spegnimento delle frequenze coordinate con i Paesi confinanti che deve essere operativo sin dal giugno 2020 senza poter contare sulla maggiore efficienza dell’MPEG4: questo potrebbe tradursi in qualche spostamento di frequenze in più, situazione che potrebbe richiedere ai consumatori qualche adeguamento agli impianti di antenna in più, altrimenti evitabile. Staremo a vedere.

Verso incentivi differenziati per decoder e TV. Niente nel 2019, si parte dal 2020

Gli incentivi all’acquisto dei nuovi apparecchi non saranno operativi nel 2019, come invece previsto dalle Finanziarie 2018 e 2019: si inizierà l’anno prossimo(ma i soldi di quest’anno dovrebbero essere recuperati nel 2020, arrivando così a 100 milioni) secondo criteri che saranno fissati entro la fine dell’anno.

Certamente i destinatari saranno i nuclei familiari di basso reddito e i contributi dovrebbero essere differenziati tra decoder e TV. Non si conosce ancora l’ammontare dei contributi, ma si pensa che possano assestarsi intorno ai 20 euro per i decoder e invece arrivare a sfiorare i 100 euro per i TV. Per fortuna – qui il Ministero pare averci ascoltato – fra i requisiti necessari per l’ottenimento dei contributi c’è il fatto che l’apparecchio sia DVB-T2 HEVC a 10 bit: scelta corretta, visto che c’è il rischio, soprattutto tra i decoder, che arrivino prodotti non in grado di gestire segnali a 10 bit.

Va detto però che manca un’anagrafe dei prodotti che hanno queste caratteristiche a cui il Ministero e il sistema distributivo possano far riferimento: servirà allestirla se si vuol gestire in maniera seria l’erogazione dei contributi.

I decoder, inoltre, per poter essere eleggibili per i contributi dovranno disporre anche dell’uscita Scart.

Si tratta di una scelta, anche questa corretta: i TV non compatibili con MPEG4 sono non HD e quindi non dispongono di presa HDMI. Un decoder senza scart non sarebbe utilizzabile con questi TV e quindi non eviterebbe al vecchio TV pur funzionante di finire in discarica. Trattandosi di decoder DVB-T2 HEVC, sono molti i modelli disponibili con la sola uscita HDMI, apparecchi che ovviamente non possono avere un vero ruolo nella gestione del passaggio a MPEG4.

Italia divisa in 4 Aree

Le Aree:

Il Mise, come previsto dalla legge 27 dicembre 2017 n. 205 e secondo quanto richiesto dalla decisione europea del 2017/n. 899, ha suddiviso il territorio nazionale in quattro aree geografiche per il rilascio delle frequenze in banda 700 MHz da parte dei broadcaster:

  • Area 1 : Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Sardegna.
  • Area 2 : Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, province di: Trento, Bolzano, Parma e Piacenza.
  • Area 3 : Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna tranne le province di Parma e Piacenza, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Province di Cosenza e Crotone.
  • Area 4 : Sicilia, province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro.

La notizia più importante per tutti i telespettatori italiani è che, dal 1° gennaio 2021, tutti i canali radiotelevisivi abbandoneranno definitivamente la codifica MPEG-2 e passeranno all’MPEG-4anche per trasmettere i programmi a definizione standard (tutti quelli in HD sono già in MPEG-4). È importante sottolineare che questo primo switch-off non riguarderà solo l’area 1 ma tutte le regioni italiane e in simultanea.

Bisogna ADEGUARE GLI IMPIANTI di antenna?

Negli edifici residenziali e, più in generale, per tutti gli impianti canalizzati, ci sarà anche la necessità di riconfigurare l’antenna centralizzata per filtrare correttamente i canali attivi e che saranno diversi da quelli precedenti.

Il caso del 2016, che nell’estate ha coinvolto La7, è emblematico: un cambio di frequenze ha portato praticamente all’oscuramento generalizzato del canale in parecchi impianti condominiali, con il conseguente intervento di riconfigurazione da parte dell’antennista.

Tra due anni sarà peggio: cambieranno tutti i canali, ma non insieme. Meglio prenotare per tempo l’antennista e prepararsi a infuocate assemblee condominiali.

Bisogna CAMBIARE TV?

Chi possiede un televisore acquistato qualche anno fa oppure un decoder DTT HD, entrambi anche solo in DVB-T, con i quali già vede i canali HD come Rai 1 HD (LCN 501), Canale 5 HD (505) e La7 HD (507) non dovrà fare nulla. Gli basterà attendere lo switch-off definitivo del 2022 e, solo in quel momento, acquistare un nuovo apparecchio se quello precedente non supporta il codec HEVC.

Chi, invece, possiede un vecchio Tv senza MPEG-4 HD o un decoder DTT SD MPEG-2 dovrà subito acquistare un nuovo apparecchio compatibile MPEG-4 ma senza doverlo cambiare dopo 2 anni visto che tutti i modelli di Tv e decoder in commercio sono già predisposti per il DVB-T2 HEVC.

Gli spostamenti di frequenza che verranno progressivamente attivati nelle quattro macro-regioni costringeranno i telespettatori anche a una o più risintonizzazioni.

Contattateci per pianificare in tempo un check up dei vostri impianti TV e verificare se sono predisposti per questa nuova tecnologia!